5 posizioni (2 di 2)

(primi utilizzi improvvisativi)

Parte seconda

Dopo esserci esercitati a lungo con le posizioni intese come diteggiature complete (utilizzando quindi tutte le note di una determinata scala che possiamo usare tenendo ferma la mano), dobbiamo ora sfruttare gli automatismi assimilati per “estrarre” modi, arpeggi ecc.

Esercizio 1

1 ) Eseguire un modo Ionian dalla 1a all’8va e ritorno usando la diteggiatura della Ia posizione.

(esercitarsi partendo anhe dall’alto)

E’ importante, in questa fase, cercare di memorizzare la diteggiatura, e per farlo un buon modo è di suonarla prima su una base di accordi maj che seguono il ciclo delle 5e (della durata di una o due battute per accordo), e poi su una base dove gli accordi (con fondamentale tutte le 12 note della scala cromatica) sono disposti in modo casuale.
Per disporre di queste “sequenze casuali” si può usare una qualsiasi delle righe della scheda che fornisco ai miei allievi, oppure si possono usare 12 cartoncini che, (dopo aver scritto le fondamentali avendo cura di usare sia # che b per i motivi che vi spiegherò a parte) verranno di volta in volta mescolati.

Questo sistema può essere particolarmente utile se avete la possibilità di studiare con qualcun altro e quindi non dovete ricorrere alle basi, nel qual caso non avrete presumibilmente voglia di reinciderle ogni volta (con il computer il compito è senz’altro meno gravoso).

2 ) Ripetere quanto fatto con la 1a posizione con le altre 4.

In alcune posizioni è possibile suonare il modo completo su due 8ve. In questi casi studiare separatamente le due diteggiature, che per il modo Ionian si trovano sulla seconda e terza posizione.
Alla fine avremo imparato 7 diteggiature a varie ottave dello stesso modo Ionian, che dal punto di vista manuale non ci sarà costata nessuna fatica apprendere perchè le avevamo già eseguite inconsciamente nelle posizioni complete.

3 ) Suonare sulle basi (ciclo e casuali) rimanendo fermi nella stessa zona dello strumento.
A questo punto, se avete fatto a sufficienza gli esercizi 1 e 2, dovreste essere in grado di passare da una fondamentale all’altra, usando una delle 7 diteggiature studiate, limitando al minimo (un tasto su o giù) lo spostamento della mano. Esercitatevi in tutte le zone del manico, ma non è più necessario (potete comunque farlo per consolidarle) riferirci alle 5 posizioni.
Esse sono state solo un veicolo per condurci a questo primo risultato, e lo saranno per per molti altri scopi, ma, dal punto di vista puramente musicale non hanno alcuna ragione di esistere, come non si dovrebbe usare, per esprimersi musicalmente in modo libero, nessun altro strumento analogo. Questi, a mio avviso, servono per apprendere in modo capillare vari tipi di tecniche e per saper gestire ogni tipo di situazione in cui con l’orecchio ci si potrebbe trovare in difficoltà, ma devono essere sempre al servizio e non vanno confusi con l’improvvisazione.

4 ) Ripetere quanto fatto sinora con gli altri 6 modi.

(Alzando di un semitono la 4a ad un modo mixolydian si ottiene una scala chiamata lydian dominant, indispensabile per suonare sugli accordi di 7 che non sono dominanti principali nelle progressioni al N.6. Questa scala nasce sul 4 grado della minore melodica, che verrà studiata approfonditamente in seguito, ma, per risolvere subito alcuni problemi urgenti di sonorità che non può soddisfare la scala maj, vi consiglio di fare un’ulteriore sforzo e di esercitarvi anche con questo modo).

5 ) Non suonare le note in scala ma eseguire i vari tipi di salti e gruppi.

Variare il ritmo e le partenze dell’esecuzione (vedi esempi alla fine della lezione)

6 ) Suonare sulle seguenti progressioni di accordi (anche in altre tonalità) con gli elementi visti finora.

Esercizio 2

Si potranno avere combinazioni di note diverse a seconda del tipo di accordo sui cui verranno eseguiti, quindi vedremo prima le possibilità in generale e poi nei casi specifici.

Il passo successivo consiste nell’utilizzare dei gruppi di 4 note facenti parte della scala che saranno particolarmente utili quando incontreremo, nei tempi medio-veloci, accordi della durata di 2 quarti.
Anche in questo caso inizieremo riferendoci alle posizioni, per poi utilizzare i gruppi pensando alle note e alle singole diteggiature.

Tutti gli esempi visti vanno studiati come i modi, avendo cura di adattare le basi alle singole esigenze(durata, tempo ecc..).
Nell’elenco precedente ho cercato di non utilizzare gruppi che possano essere scambiati per arpeggi, con o senza tensioni (ad esempio 2,3,5 e 7 sono un arpeggio in posizione fondamentale con la 1 sostituita dalla 9), questo perchè verranno studiati a fondo con altri criteri.

E’ particolarmente utile saper eseguire su ogni accordo i gruppi ascendenti e discendenti che partono dalla tonica e dalla quinta, con i quali, applicando le sostituzioni che vedremo, otterremo “colori” diversi su ogni tipo di accordo

con meno difficoltà.
Ciò non significa che non dovrete cimentarvi con tutti gli altri gruppi (anche perchè è un ottimo modo per migliorare la vostra conoscenza degli intervalli e delle note sullo strumento), ma non dovrete per ora preoccuparvi troppo se non sarete abbastanza veloci per usarli nei brani. Basterà crearsi delle basi adeguate e sforzarsi di “sentire” il loro effetto sulle sigle, in questo modo eseguirete una buona parte di essi anche se non sarete in grado di pensare tutte le note in tempo reale, perchè conoscerete le diteggiature ed il suono di ogni gruppo, ed a volte questo può essere sufficiente.
E’ inoltre molto importante cantare ogni singolo gruppo su ogni tipo di accordo, poichè così verranno interiorizzati in un modo più profondo e, all’occorrenza, ne avrete più facilmente la disponibilità.

Per imparare ad improvvisare è necessario far interagire tra loro tre fattori, il cui livello dev’essere il più possibile simile, ma che hanno comunque delle priorità:

molte cose che studieremo possono essere riconducibili a più di un gruppo (ad esempio gli aspetti ritmici possono appartenere sia alla TECNICA che alla TEORIA), ma poichè per non annegare nel mare di argomenti che incontreremo è importante ordinarli nel miglior modo possibile (che non è necessariamente quello che vi indicherò io), sarà comunque utile operare delle scelte.
A completamento di questa prima,consistente lezione sull’improvvisazione, verranno elencate una serie di varianti ritmiche e dinamiche da applicare a turno a tutti gli esercizi che farete.
E’ questo un buon sistema (anche se inizialmente un po’ più faticoso) per ottimizzare il vostro tempo e rendere più interessanti i vostri studi; vi consiglio quindi di usarlo sin dall’inizio.

Varianti ritmiche

Quando eseguiamo un esercizio ci troviamo inizialmente più a nostro agio se il ritmo adottato è affine al modo in cui si ripetono i gruppi di note.

Ad esempio gruppi di 2 o 4 note ci verrà naturale eseguirli in 8vi o in 16mi:

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