Principi
generali di studio
Uno
dei compiti più importanti che un insegnante dovrebbe
svolgere è quello di insegnare all'allievo in che modo
studiare.
Si dovranno considerare due principali aspetti:
Principi generali sull'organizzazione dello studio
A
parità di tempo a disposizione è preferibile studiare
in periodi diversi della giornata. Ad esempio è meglio
studiare tre volte per mezzora che una volta un'ora e mezza
(questo per dare al nostro cervello la possibilità di
ricaricarsi).
Tenuto
conto del principio precedente, va in ogni caso considerato
che l'allungamento dei tempi di concentrazione durante lo studio
(una migliore resa, quindi) è migliorabile con l'esercizio.
Soprattutto nelle fasi iniziali (o correttive), è importante
tenere sott'occhio il problema (quindi chiederci se siamo concentrati
mentre lavoriamo).
La
diversificazione dei lavori consente di ottimizzare ulteriormente
lo studio.
Alternare quindi situazioni in cui è maggiormente coinvolto
il cervello (teoria, lettura, improvvisazione razionale, ecc…)
ed altre in cui è più importante la manualità
(tecniche di base, assimilazione di diteggiature o di sequenze
di accordi).
Mantenere
i singoli studi per un periodo sufficiente all'assimilazione
(anche parziale) di quanto trattato, evitando di passare troppo
rapidamente ad un altro argomento (meglio poche cose fatte bene,
che tante fatte male; meglio ancora: tante fatte bene!)
Mantenere
sempre nel proprio programma studi che toccano, a vari livelli,
tre aspetti principali:
- tecnico
(tecniche di base, diteggiature,brani, ecc…)
- teorico
(lettura, teoria di base, armonia, improvvisazione, ecc…)
- musicale
(ascolto, trascrizioni, ear training ecc…)
Fare
in modo che, con il passare del tempo, questi aspetti siano
presenti contemporaneamente nella maggior parte dei lavori.
Situazione particolare dell'allievo
Stabilire
di cosa ha più bisogno l'allievo, individuandone i punti
deboli.
Adattare,
nei limiti del possibile e nel rispetto dei principi generali
esposti prima, il programma di studio al carattere dell'allievo
(buoni risultati vengono soprattutto se si è convinti
della bontà di quanto sta facendo).
Fategli in ogni caso notare che è solo con la costanza
dell'impegno che è possibile avere risultati tangibili.
Controllare che sia meticoloso nello svolgimento dei compiti
assegnati, onde evitare di dover ogni volta ricominciare da
capo.
Informarsi
sui gusti musicali e sugli ascolti fatti, spronandolo, sotto
quest'aspetto, a variarli il più possibile.
Stimolare
pratiche di gruppo (solo nella primissima fase possono non essere
indispensabili) di generi anche diversi (facendo in ogni caso
cose di proprio gusto).
Stabilire un programma di studio che tenga conto, oltre che
del tempo a disposizione dell'allievo, dei vari aspetti sin
qui considerati.
Rinnovarlo
costantemente e gradualmente, essendo pronti a modificarlo più
o meno drasticamente quando ci si accorge che alcune situazioni
sono cambiate.
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